Storia

Mangiapatate sulla Gustav

A cura di Lorenzo Grassi
© lorenzograssi.it

Dall’ammasso di lattine rugginose, nella penombra della grande caverna rocciosa, ne spunta fuori una su cui si riesce ancora a leggere la sigla “WKO R“, poi un’altra con le lettere “KOS” e una terza con la scritta “WEHRM“. Siamo incredibilmente al cospetto di ciò che resta, ad oltre 80 anni di distanza, di un deposito di viveri predisposto per sfamare sul campo i soldati tedeschi che erano schierati nelle postazioni in quota della Linea Gustav sulla Maiella.

La scritta “WEHRM” che identificava le lattine alimentari tedesche.

Dietro quei codici misteriosi stampigliati sulle confezioni metalliche – che venivano distribuite durante la Seconda guerra mondiale alle truppe delle forze armate naziste della Wehrmacht – si nascondono dei curiosi menù delle razioni militari prodotte in Germania. Così dentro la lattina con la sigla “WKO R” c’era un mix di cavolo con patate e manzo, mentre quella marcata “KOS” conteneva rape svedesi e maiale, sempre accompagnati da patate.

Il codice “WKO R” per la razione con cavolo, patate e manzo.

Il terribile inverno tra il 1943 e il 1944 viene ricordato in Abruzzo come uno dei più rigidi, con fortissime nevicate. Quelle scatolette dei pasti erano uno dei momenti più attesi dai soldati dopo le lunghe ore trascorse nel gelo micidiale delle trincee, dove in diversi morirono assiderati. Insieme alle lattine, i nazisti lasciarono su queste vette e in queste valli una lunga scia di sangue e ferocia. Ora quelle razioni dei “mangiapatate” restano mute testimonianze della follia di tutte le guerre.

Una delle lattine abbandonate nella grotta magazzino sulla Maiella.