Attività in grotta
Operazione "Mero Sicuro" 2006

 

Il simbolo dell'operazione al Soratte.
© Archivio Niphargus
 

 
 

Il pezzo di residuato recuperato.
© Archivio Niphargus

Recupero dei pezzi inerti di un residuato bellico
Dal 1944 giacevano nel Secondo Mero a cento metri di profondità.  

Da oltre 60 anni i resti inerti di una bomba risalente alla Seconda Guerra Mondiale giacevano sul fondo della cavità naturale denominata "Secondo Mero" sul Monte Soratte (profonda oltre cento metri). Il Gruppo Grotte Roma "Niphargus" ha deciso di segnalarne la presenza alle Autorità competenti. Quella che in un primo momento era stata ipotizzata come una complessa operazione di messa in sicurezza di un ordigno inesploso, si è invece rivelata - a seguito di un nostro sopralluogo nella cavità - un semplice recupero di un pesante pezzo metallico inerte.  

L'operazione - coordinata dalla Prefettura di Roma - ha visto il coinvolgimento della Stazione Carabinieri di Rignano Flaminio e dei vigili urbani del Comune di Sant'Oreste. In un primo momento - dopo un sopralluogo avvenuto il 20 gennaio 2006 - l'accesso alla cavità era stato interdetto in via precauzionale con un'Ordinanza del Sindaco di Sant'Oreste. Dopo la nostra discesa nella cavità - avvenuta il 29 maggio 2006 - con il contemporaneo recupero del pezzo inerte del residuato, la cavità è tornata accessibile.  

Qui potete scaricare della documentazione per saperne di più:

  • Articolo La grotta della bomba di Lorenzo Grassi
  • Scheda sui bombardamenti del 1944
  • Rilievo del Scheda sui complesso dei Meri  

     

    [ Ultimo aggiornamento di questa pagina: 5 novembre 2007 ]

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