Storia

“Che non si tiri la neve”

A cura di Lorenzo Grassi
© lorenzograssi.it

“Per ovviare alle risse e mali che possono succedere dal tirare la neve, l’Eminentissimo e Reverendissimo Cardinale Bernardino Scotti, Pro Governatore di Roma e Vice-Camerlengo, d’ordine anche della Santità di Nostro Signore datogli a bocca, proibisce ed espressamente vieta ad ogni e qualunque persona anche ecclesiastica il tirare la neve”. È perentorio il Bando diramato l’11 febbraio del 1717 per tentare di placare la foga mostrata dai romani nelle battaglie a pallate. Fa impressione rileggerlo oggi, oltre trecento anni dopo, quando un’ondata di gelo potrebbe riportare i fiocchi bianchi sulla Città Eterna, come sperano gli oltre 26 mila sostenitori del gruppo Facebook “Per tutti quelli che vogliono la neve a Roma”.

Pallate di neve in anni recenti davanti al Colosseo innevato.

Ma torniamo indietro nel tempo. L’inverno 1715-1716 aveva visto abbondanti nevicate in città, ed evidentemente l’occasione era stata sfruttata per gesti di estrema violenza. Così nell’inverno successivo, quello tra il 1716 e il 1717, le autorità avevano pensato di correre ai ripari. Il Cardinale Scotti aveva diffuso il Bando dove si precisava che il tirare la neve era vietato “in qualsivoglia modo e forma, e sotto qualsiasi pretesto, anche per burlare e senza intenzione o animo di offendere o dannificare alcuno”.

Un lancio con lo sfondo della Basilica di San Pietro.

I precedenti dovevano essere stati pesanti, con feriti e tramortiti, considerato che erano previste dure conseguenze per i trasgressori: pena di tre tratti di corda se il tiro di neve sarà senza offesa; galera per 5 anni se con offesa; 10 anni “se l’offesa sarà con pericolo di vita o di cicatrice o di stroppio, anche se non ne segua la morte”; infine a pena della vita (“ad arbitrio dell’Eminenza Sua”) in caso di morte del malcapitato preso a pallate di neve.

La pubblicazione del Bando dell’11 febbraio 1717.

Nel caso gli autori dei lanci fossero stati donne, ragazzi e minori di 18 anni, erano previste “pene pecuniarie della carcere, della pubblica frusta, esilio e anche della vita, secondo le qualità di esse donne, ragazzi e minori”. E per i romani poco avvezzi a rispettare le regole, il Bando avvertiva “ciascuno ad obbedire, perchè si procederà all’esecuzione delle pene irremisibilmente”.

Un ritratto del Cardinale di origini milanesi Bernardino Scotti.

Bernardino Scotti, nato a Milano il 6 ottobre 1656, da giovane intraprese gli studi di Giurisprudenza. Fu nominato Governatore di Roma e Vicecamerlengo di Santa Romana Chiesa dal 19 dicembre 1711 (mantenne la carica anche di Pro-Governatore sino al 23 giugno 1717). Il 16 dicembre 1715 fu nominato Cardinale da Papa Clemente XI. Ammalatosi in un viaggio verso Loreto, morì all’età di 70 anni a Roma il 16 novembre 1726 nel suo palazzo presso la chiesa di San Tommaso degli Angeli. È sepolto nella chiesa dei Santi Carlo e Ambrogio.