Storia

Il cifrario di Mafalda

A cura di Lorenzo Grassi
© lorenzograssi.it

Il 28 agosto 1944 moriva nel Campo di Buchenwald la Principessa Mafalda di Savoia. Si è sempre sostenuto che abbia svolto un ruolo importante nella Casa Reale per separare il destino dell’Italia dal giogo del regime fascista e dell’alleato nazista. Nel suo libro “Il lampadario di cristallo” Enrico d’Assia, figlio di Filippo e Mafalda, ha riportato alcune importanti notazioni sull’azione della Principessa.

La Principessa Mafalda di Savoia.

In particolare nel libro è segnalato un brano tratto dalle memorie di Albert Speer, all’epoca ministro tedesco degli Armamenti:

Hitler si vantava di avere già da tempo sospettato che il Principe Filippo trasmettesse notizie alla Casa Reale italiana. Lui stesso lo aveva spiato e aveva ordinato che le sue conversazioni telefoniche fossero sorvegliate. Così, affermava, si era scoperto che in quelle occasioni lui trasmetteva alla moglie messaggi cifrati. Nonostante ciò, aveva comunque continuato a trattarlo con amichevole attenzione, secondo una precisa tattica, come ci spiegò con evidente soddisfazione, per la riuscita del suo piano criminalogico“.

Mafalda di Savoia con i figli.

Ma Enrico d’Assia riporta anche una seconda documentazione personale:

In un libretto di indirizzi appartenuto a mia madre ho trovato delle annotazioni che possono riferirsi ai presunti “messaggi cifrati” menzionati da Hitler. Sono appena una paginetta, che riporto integralmente:

1 La g. finirà prestissimo
2 L’Italia ecc. in g.
3 Serie proposte di pace
4 Firmata pratica

Un monumento a Como in ricordo di Mafalda di Savoia.

Su un’altra pagina, con l’indirizzo Hotel Wittelsbach – Berchtesgaden, si legge:

39 E allora dammi un consiglio
92 Che dici?
119 Ho paura
169 Scattare
221 Avanti
222 Però niente
224 E silenzio!


“La chiave di lettura di queste ultime frasi numerate – ha scritto Enrico d’Assia – rimane un mistero“. Il mistero del cifrario di Mafalda.

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