Storia

Il gradino del Re

A cura di Lorenzo Grassi
© lorenzograssi.it

Sulla via Ostiense a Roma, in prossimità dell’incrocio con la Laurentina e subito prima della galleria sotto i binari della Metro B (qui il punto esatto) sulla facciata di un palazzo spicca un originale bassorilievo nel quale si vedono un uomo a cavallo e un altro che sta salendo in sella con l’aiuto di un attendente. Nel bassorilievo è raffigurata anche la targa toponomastica della via Ostiense ancora presente.

Il bassorilievo sotto la targa della via Ostiense.

Il bassorilievo, opera dello scultore Augusto Sirnicoli, celebra una curiosa e poco nota procedura che avveniva in quel luogo e aveva come protagonista Vittorio Emanuele III negli anni precedenti la sua ascesa al trono il 29 luglio 1900.

Vittorio Emanuele III a cavallo.

Il futuro sovrano aveva infatti l’abitudine, quando nei mesi più caldi si trasferiva nella tenuta estiva di Castelporziano, di arrivare in auto sino a quel punto della via Ostiense, per poi proseguire a cavallo. Operazione logisticamente non semplicissima a causa della sua nota bassa statura (era alto un metro e 53 cm).

Il gradino di rialzo accanto al tombino.

Per questo nel 1899 – c’è chi dice su iniziativa del palafreniere Gianbattista Fortunato – fu realizzato sul ciglio della strada un discreto gradino in peperino per agevolare l’ascesa di Vittorio Emanuele III nell’azione di montare a cavallo. Quel gradino è ancora lì, mimetizzato nel moderno arredo urbano, segnalato quasi con ironia dal bassorilievo a perenne memoria delle difficoltà di Sua Altezza reale.

Il gradino per far salire a cavallo Vittorio Emanuele III.

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