A cura di Lorenzo Grassi
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Il 20 novembre 1937, esattamente 80 anni fa, veniva inaugurato a Roma l’imponente palazzo del Consiglio Nazionale delle Ricerche realizzato per volere di Guglielmo Marconi nell’area alla fine di viale del Policlinico, fra la Città Universitaria e gli edifici del Ministero dell’Aeronautica. Purtroppo l’allora presidente del Cnr non visse abbastanza per vedere compiuta la sua opera – pensata per rendere plasticamente l’idea del Cnr come «centro propulsore della vita scientifica e tecnica del Paese» – e morì quattro mesi prima del taglio del nastro. In quella occasione Mussolini nominò nuovo presidente Pietro Badoglio.

Quel palazzo, però, fu davvero una sua creazione. Marconi, infatti, reputava assolutamente inadeguata l’organizzazione logistica del Consiglio, con istituti sparsi in tutta la città. Quindi si battè con forza per ottenere una sede unica e propria, ottenendo una  legge speciale (la n. 377 del 3 aprile 1933) con la quale furono stanziati i finanziamenti  per la costruzione. Il nuovo edificio del Cnr, realizzato su un’area di 6.677 metri quadrati, fu disegnato con pianta trapezoidale per sfruttare al meglio tutto lo spazio disponibile.

   

Il progetto di architettura funzionalista venne affidato al Comitato per l’Ingegneria, con la collaborazione del Sindacato Nazionale Fascista Ingegneri, e fu curato da Dagoberto Ortensi. I lavori di costruzione vennero intrapresi nel 1933 sotto la direzione di Andrea Carlini. Il palazzo su sei piani ha oltre 185 ambienti tra uffici, sale riunioni, biblioteche e sale di rappresentanza. In tempi moderni la parte sotterranea è stata modificata per la realizzazione di un parcheggio.

Qui sotto l’inaugurazione della nuova sede del Cnr
nel Giornale Luce del 24 novembre 1937.