A cura di Lorenzo Grassi
© lorenzograssi.it

Un doppio cerchio nero su sfondo bianco con una grande “I” al centro, una sorta di bersaglio da tirassegno. Tra i segnali distintivi per la protezione antiaerea, dipinti sui muri delle città durante la guerra per facilitare l’opera dei soccorsi dopo i bombardamenti, ce n’è uno che spicca per rarità e originalità: è quello del Super-idrante antincendio. Il simbolo “I” indicava in generale la presenza degli idranti, che di rado erano presenti fisicamente in superficie. Il più delle volte si trattava della predisposizione di attacchi con bocchette dell’acqua posizionate rasoterra e chiuse da tombini, dove i vigili del fuoco avrebbero potuto collegare rapidamente le pompe. L’idrante normale (70 mm.) aveva la lettera contornata da un solo cerchio e poteva fornire circa 1.000 litri di acqua al minuto, quello in versione Super (125 mm.), invece, era caratterizzato dalla lettera con doppio cerchio e arrivava ad erogare 6.000 litri al minuto (ad una pressione di 4 atmosfere). All’epoca era la versione più potente d’Europa e fu installato solo in alcune grandi città, soprattutto in prossimità di snodi di grande frequentazione (stabilimenti industriali, luoghi di intrattenimento pubblico e parchi con la presenza di trincee).

   
Il simbolo di Super idrante all’angolo tra Corso Vittorio Emanuele II e piazza della Cancelleria e una scena dal film “Gli innamorati” dove lo si nota sullo sfondo.

Sui palazzi di Roma vi sono ancora diversi simboli di Super idrante, le cui localizzazioni sono indicate nell’Atlante/censimento che curo e aggiorno con la preziosa collaborazione di Andrea Dorliguzzo e Carlo Galeazzi. Uno di questi simboli si trova in pieno centro, sul muro dell’edificio che fa angolo tra Corso Vittorio Emanuele II (civico 176) e piazza della Cancelleria. Questo simbolo, tra l’altro, è stato immortalato anche sullo sfondo di una scena del film “Gli innamorati” diretto da Mauro Bolognini nel 1955 e presentato l’anno successivo in concorso alla nona edizione del Festival di Cannes.

  
Il simbolo assediato dai ponteggi del cantiere di restauro del palazzo.

Nel gennaio 2017 ci siamo accorti che sul palazzo di Corso Vittorio Emanuele II erano stati montati i ponteggi per procedere alla ripulitura e al restauro dell’edificio storico. Questa operazione avrebbe comportato la sicura perdita di questa piccola ma importante traccia di memoria storica, come avvenuto nel corso degli anni in tante altre zone della città. Salvo pochissimi casi, infatti, gli interventi di rifacimento delle facciate non hanno mai salvaguardato i simboli. Così abbiamo deciso di correre ai ripari ed è scattata un’operazione di soccorso. Siamo andati subito a parlare con il responsabile del cantiere di Corso Vittorio Emanuele II e per fortuna abbiamo trovato un interlocutore sensibile, che ha compreso il valore culturale del simbolo di Super idrante e ne ha garantito il rispetto.

   
Il simbolo di Super idrante come si presenta al termine del restauro del palazzo.

Ad aprile 2017 sono stati smontati i ponteggi del cantiere ed ora il simbolo di Super idrante spicca sul muro di Corso Vittorio Emanuele II nella sua – persino eccessiva – rinnovata evidenza (ma avrà tutto il tempo di invecchiare). Missione compiuta! Ed è la prima volta che avviene un salvataggio in extremis di questo tipo. Certo sarebbe auspicabile in futuro una maggiore attenzione anche da parte degli enti preposti istituzionalmente alla salvaguardia della memoria storica (Soprintendenze statali e Sovrintendenza capitolina), mentre da parte nostra ribadiremo l’appello, già lanciato in passato, agli amministratori dei condomini per invitarli ad operazioni di restyling più attente e rispettose.

   
I chiusini del Super idrante a Corso Vittorio Emanuele II e al Parco Nemorense.

Ma non finisce qui. Dove c’è un simbolo di idrante o di Super idrante (come in piazza Verdi o all’uscita del Parco Nemorense verso piazza Crati) naturalmente troverete sempre sul marciapiede anche il relativo chiusino. Piccolo e quadrato per l’idrante normale, di forma ovale e con l’indicazione “125” per quello potenziato, talvolta affiancato a poca distanza da uno più grande con l’antica sigla dell’Agea (Azienda Governatoriale Elettricità e Acque) antesignana dell’attuale Acea.

   
La targhetta di idrante ancora presente in via Sforza Cesarini.

Infine, oltre che con il simbolo della lettera “I”, la presenza dell’idrante veniva segnalata con una targhetta identificativa, spesso posizionata nella parte inferiore del muro. Se ne può ammirare una in via Sforza Cesarini, dove abbiamo sollecitato l’amministrazione del palazzo a procedere ad una doverosa opera di restauro e salvaguardia. Cosa altro aggiungere? A questo punto se vi è venuta voglia di mettervi anche voi “a caccia” di idranti, potrete fare affidamento su questa splendida mappa dei vigili del fuoco dove c’è solo l’imbarazzo della scelta.

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