Due parole sul giornalismo  

Giornalisti si nasce o si diventa? Sono possibili tutte e due le strade. Per quanto mi riguarda la passione è stata precoce, come dimostra il mio primo giornaletto che porta la data del 1972: avevo sei anni. Da allora ho ideato, curato, scritto e disegnato un'infinità di giornali: praticamente in ogni grado scolastico che ho frequentato. Quella per il giornalismo è stata una passione così forte - e sostenuta dalla famiglia - da spingermi ad entrare subito in una redazione, appena finito il Liceo Classico, fermandomi alla sola iscrizione (Facoltà di Sociologia della Sapienza di Roma) negli studi universitari.  

Negli ultimi anni il giornalismo sta vivendo una crisi profonda e una trasformazione che ne sta cambiando il volto (anche con il confuso incedere delle nuove tecnologie, tanto veloci quanto spesso superficiali). Il crollo di credibilità del mondo dell'informazione non è però solo colpa di editori miopi e imbelli (che hanno stroncato le inchieste, inchiodato i giornalisti nelle redazioni e diffuso la ricattabilità del precariato), c'è anche una grave responsabilità di troppi colleghi servili e pavidi che non svolgono questa professione con la testa e con il cuore. Sordi al monito lanciato anni fa da Carlo Azeglio Ciampi a "tenere sempre la schiena ben dritta" e a mettere al primo posto l'onestà intellettuale e la solidarietà.  

Nel 2014 ho subito un'amara vicenda giudiziaria con una condanna economica in sede civile giunta a venti anni di distanza dall'articolo che avevo scritto per "il manifesto".

 

I miei siti web  

 
Premi e riconoscimenti  

Questi i principali premi e riconoscimenti che ho avuto nel corso della mia carriera giornalistica.  

Nel maggio 1992, nell'ambito della XI edizione de "Il Segno del Cronista" promosso dal Sindacato cronisti romani, ho ottenuto un riconoscimento per la dedizione e l'impegno quotidianamente profusi al servizio della cronaca.  

 

Nel giugno 1994, insieme agli altri redattori della Cronaca di Roma del manifesto, ho ottenuto un riconoscimento speciale (Targa del Presidente della Regione Sicilia) al Premio cronista 1994 promosso a Siracusa dall'Unione nazionale cronisti.  

Questa la motivazione: Il manifesto, un quotidiano politicamente orientato e sempre controcorrente, ma con una pagina di cronaca vera, piena di notizie e anche di scoop, a conferma che i cronisti di razza non cedono alle suggestioni della casacca e possono competere con le redazioni più agguerrite. Il collettivo dei cronisti, composto da Ella Baffoni, Lorenzo Grassi, Massimo Giannetti e Micaela Bongi, ha costituito per anni un osservatorio attento e pungente delle dinamiche sociali della metropoli romana, guadagnandosi la considerazione non soltanto dell'opinione pubblica di sinistra.  

 

 


Nel novembre 2002 ho ottenuto un secondo riconoscimento speciale personale - con la Targa del Presidente della Corte Costituzionale - al Premio cronista 2002 promosso a Milano dall'Unione nazionale cronisti.  

Questa la motivazione: "Ma quale grande folla: erano tutti morti e noi sopravvissuti pensavamo solo a scavare fra cumuli di macerie per cercare i nostri cari. I corpi venivano gettati sui camion come sacchi di patate e della visita del Papa non si accorse quasi nessuno". Partendo dal ricordo di Gaetano Bordoni e dal resoconto dei giornali dell'epoca Lorenzo Grassi ha smascherato un falso storico: le celeberrime foto di Pio XII che a braccia spalancate sembra racchiudere tutt'intera la folla di romani che lo circonda, non è stata scattata il 19 luglio del 1943, giorno del bombardamento alleato sul quartiere di San Lorenzo, ma il 13 agosto a San Giovanni in Laterano. La clamorosa scoperta viene al termine di una minuziosa inchiesta, tra cronaca e storia, alla ricerca dei protagonisti della giornata e dei negativi originali, rintracciati dopo una lunga rincorsa tra un archivio e l'altro all'Istituto Luce. Per decenni si è sostenuta la veridicità della fotografia: Grassi dimostra che tra propaganda e cronaca c'è una differenza: la verità.  

 

Nel luglio 2005 mi è stato assegnato dalla Presidenza del Consiglio provinciale di Roma il riconoscimento per la sezione giornalisti della III edizione del Premio "Antonio Cederna". Il riconoscimento mi è stato attribuito all'unanimità dalla Commissione giudicatrice presieduta da Pietro Barrera.  

Questa la motivazione: La Commissione ritiene che l'attività professionale di Lorenzo Grassi risponda ai criteri valutativi precisati nella seduta del 6 maggio 2005 (coerenza culturale con la figura di Antonio Cederna, continuità dell'attività giornalistica, incisività e qualità critica dell'informazione) ed apprezza in particolare il fatto che l'autore abbia da sempre improntato tutto il suo lavoro, anche nelle pagine locali di un quotidiano a diffusione gratuita, al massimo interesse per i valori ambientali ed archeologici della provincia romana. La Commissione sottolinea l'impegno e la capacità dimostrati nel veicolare valori di difesa, tutela e salvaguardia ambientale all'interno di una realtà come quella del quotidiano "Metro", che pur avendo diffusione nazionale, non si pone, per la sua specifica funzione, l'obiettivo dell'approfondimento delle questioni.  

[ Testo del mio discorso in occasione della cerimonia di premiazione ]  

 

Nel novembre 2007, insieme agli altri redattori del Servizio regionale Lazio dell'Agenzia di stampa Dire, ho ottenuto un terzo riconoscimento speciale (Targa del Comandante Generale della Guardia di Finanza) al Premio cronista 2007 promosso a Viareggio dall'Unione nazionale cronisti.  

Questa la motivazione: Un lavoro improntato oltre che sulla velocità caratteristica dell'agenzia, anche sull'originalità degli argomenti trattati e sull'approfondimento. Nato da appena nove mesi, il Servizio regionale Lazio si è caratterizzato con la particolare attenzione dedicata ai fenomeni politici, sociali e urbanistici di Roma e Lazio seguendo non solo le istituzioni maggiori - nel cui ambito i cronisti sono tornati a presidiare aula, giunta, e commissioni in "presa diretta" per andare oltre il ruolo di "passacarte" dei comunicati ufficiali. Uno sforzo che ha portato il Servizio spesso a primeggiare e anche a dimostrare di saper reggere l'urto di grandi avvenimenti, come l'incidente dello scorso ottobre nella stazione Piazza Vittorio della metropolitana.  

 

 
 

Nell'ottobre 2013 ho ottenuto un quarto riconoscimento speciale personale (Targa della Federazione Nazionale della Stampa) al Premio cronista 2013 promosso a Lido di Camaiore dall'Unione nazionale cronisti.  

Questa la motivazione: Oltre due milioni di euro. È quanto hanno risparmiato i romani grazie all'inchiesta di Grassi che ha prima svelato e poi bloccato il bando per l'acquisto di un velivolo per il servizio di monitoraggio della Capitale da parte dei vigili urbani. Un "elicottero d'oro", come è stato definito in numerose interrogazioni parlamentari, il cui costo di 4 milioni strideva con la stretta delle tasse disposta dal Campidoglio. Grassi ha dimostrato che quelli di Roma sarebbero stati gli unici vigili urbani con un elicottero proprio, mentre sulla città volteggiano ogni giorno decine di velivoli delle forze di sicurezza. Sotto l'incalzare dell'inchiesta, il sindaco ha alla fine revocato l'appalto e trovato un'intesa per usare in caso di necessità gli elicotteri della Forestale.

 

 

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